Giocare in borsa: azzardo e stregoneria a Wall Street

13 Marco Aime

Giocare in borsa: azzardo e stregoneria a Wall Street

€ 3.00
Sabato 28 Maggio 2016 18.30
piazza del Duomo 3

Perché si dice giocare in borsa? Una riflessione, forse un po’ ironica, ma non troppo, sulle sorprendenti analogie che ricorrono tra il mondo della finanza, che ormai pervade il nostro modello economico e condiziona il nostro immaginario, il gioco e le credenze di stregoneria di popolazioni che spesso reputiamo (a torto) primitive. In tutti i casi ci si trova a confrontarsi con forze non controllabili dall’individuo coinvolto, spesso si pensa di ottenere grandi vantaggi utilizzando strumenti che sono al di fuori di quelli quotidianamente usati e del nostro controllo. Ma cosa spinge ad azioni spesso così irrazionali? Occorre credere ciecamente tanto in Wall Street e nel Nazdaq quanto allo stregone per frequentarli. Per non parlare delle analogie fra “giocare in borsa” e il gioco d’azzardo, purtroppo sempre più diffuso nella società contemporanea: il brivido del rischio, il colpo fortunato che può cambiare la nostra vita, sono spesso il motore di scelte incontrollabili e imponderabili.


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Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale (Benin, Burkina Faso, Mali). Ha pubblicato favole per ragazzi, testi di narrativa e saggi, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008); L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012); La fatica di diventare grandi (con G. P. Charmet, 2014) per Einaudi; Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012); African graffiti (Stampa Alternativa, 2012); Gli specchi di Gulliver (2006); Timbuctu (2008); Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009); Gli uccelli della solitudine (2010); Cultura (2013); L’isola del non arrivo (2018) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2013); Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell’Appennino. Conversazione con Francesco Guccini (2014); Senza sponda (2015) per UTET; Comunità (il Mulino, 2019), Classificare, separare, esclude. Razzismi e identità (Einaudi, 2020). Ha curato Atlante delle frontiere (2018, Add editore).

 

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