Parole per dividere, parole per con-dividere. Un dialogo fra linguistica e antropologia

2 Federico Faloppa con Adriano Favole

Parole per dividere, parole per con-dividere. Un dialogo fra linguistica e antropologia

€ 3.00
Venerdì 24 Maggio 2019 19.00
teatro Bolognini 5

Parole che offendono, feriscono, esprimono odio. Ne siamo circondati, nella comunicazione pubblica e privata, in ogni registro linguistico, in ogni contesto. Entrano, grazie ai social media, nella nostra vita privata con prepotenza. Odiatori seriali, agitatori politici, speculatori mediatici: dividere è diventato un affare per molti, un prodotto con cui cambiare le nostre abitudini. Si va dall’odio esplicito fatto di insulti contro donne, bambini, migranti, neri, omosessuali, disabili, studenti, a un odio più raffinato, fatto di vittimismo e retorica. C’è chi si diverte, chi ci guadagna, chi soffre in silenzio (le vittime), chi si gira dall’altra parte. Ma anche chi prova a opporsi con strumenti come l’indignazione, le leggi, la costruzione di un dialogo reale. Chi propone parole che costruiscano ponti, che uniscano su valori e diritti condivisi. Parole altre, per restituirci contenuti che sembrano smarriti. Parole che guardino lontano, parole alte. ACQUISTA I BIGLIETTI


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Federico Faloppa è Programme Director for Italian Studies al Dipartimento di Lingue moderne dell’Università di Reading e consulente di Amnesty International su hate speech e contrasto al linguaggio d’odio. Inoltre collabora con l’Associazione Carta di Roma, COSPE onlus e la Fondazione Alexander Langer. Si occupa di rappresentazione della diversità nel linguaggio e nei media, migrazioni e politiche linguistiche. Tra le sue pubblicazioni: Parole contro (Garzanti, 2004); Le calunnie etniche nella lingua italiana (UTET, 2009); Razzisti a parole (per tacer dei fatti) (Laterza, 2011); Sbiancare un etiope (Aracne, 2013).

Adriano Favole è Vice Direttore per la Ricerca presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società e insegna Antropologia culturale e Cultura e potere all’Università di Torino. 
Ha insegnato presso le Università di Milano, Genova e Bologna e in Nuova Caledonia.

 Ha viaggiato e compiuto ricerche a Futuna (Polinesia occidentale), in Nuova Caledonia, a Vanuatu, in Australia e a La Rèunion (Oceano indiano). I suoi ambiti di ricerca principali sono l’antropologia politica, l’antropologia del corpo e l’antropologia del patrimonio. Collabora con La lettura del Corriere della Sera. È autore di: La palma del potere (Il Segnalibro, 2000); Isole nella corrente (La ricerca folklorica, Grafo, 2007); Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte (2003); Oceania. Isole di creatività culturale (2010), La bussola dell’antropologo (2015) per Editori Laterza; Vie di fuga. Otto passi per uscire dalla propria cultura (UTET, Dialoghi sull’uomo, 2018).

 

 

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