Punti d’approdo: sull’abitare molteplice

22 Adriano Favole

Punti d’approdo: sull’abitare molteplice

€ 3.00
Domenica 24 Maggio 2015 17.00
piazza dello Spirito Santo 1

Dai tronchi degli alberi si ricavano i pali delle capanne, ma anche le imbarcazioni. Essere allo stesso tempo radicati e in viaggio, praticare forme di “cosmopolitismo indigeno”: gli abitanti dell’Oceania hanno saputo conciliare queste apparenti contraddizioni. Nell’epoca pre-coloniale, le rotte oceaniche erano costellate di punti di approdo, isole in cui si aveva diritto a essere accolti e nutriti come ospiti, e oggi le nuove città (Port Vila a Vanuatu, Nouméa in Nuova Caledonia) sono punti di approdo di comunità isolane disperse: nelle case di città trovano ospitalità parenti, vicini, in cerca di cure negli ospedali, formazione nelle scuole, svago nei centri commerciali. Nuove o tradizionali, le case in Oceania mantengono anche oggi un carattere molteplice: la casa è un itinerario, più che un luogo. Cosa ci insegnano queste forme dell’abitare molteplice oceaniano sui nomadismi che contraddistinguono lo stile di vita dell’Occidente contemporaneo?


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Adriano Favole è Vice Direttore per la Ricerca presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società e insegna Antropologia culturale e Cultura e potere all’Università di Torino. 
Ha insegnato presso le Università di Milano, Genova e Bologna e in Nuova Caledonia.

 Ha viaggiato e compiuto ricerche a Futuna (Polinesia occidentale), in Nuova Caledonia, a Vanuatu, in Australia e a La Rèunion (Oceano indiano). I suoi ambiti di ricerca principali sono l’antropologia politica, l’antropologia del corpo e l’antropologia del patrimonio. Collabora con La lettura del Corriere della Sera. È autore di: La palma del potere (Il Segnalibro, 2000); Isole nella corrente (La ricerca folklorica, Grafo, 2007); Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte (2003); Oceania. Isole di creatività culturale (2010), La bussola dell’antropologo (2015) per Editori Laterza; Vie di fuga. Otto passi per uscire dalla propria cultura (UTET, Dialoghi sull’uomo, 2018).

 

 

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