Le parole del dolore 

7 Nicola Gardini

video Le parole del dolore 

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Domenica 24 Maggio 2020
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La lingua del dolore, che tutti purtroppo stiamo sperimentando in maniera diretta o indiretta in questi tempi, tende sempre alle interiezioni: ahimè! Ma il dolore può parlare solamente quanto chi lo vive riesce a dargli una sintassi, perché il dolore toglie il senso, e dargli delle parole significa capirlo. Ritrovarne il senso, conduce ad una verità. Se il vocabolario non basta, si dovrà inventare delle metafore, dove la lingua delle convenzioni non arriva c’è la poesia: il dolore chiede di farsi letteratura. “Le parole del dolore sono quelle che io riesco a rivolgere al mio dolore” ci dice Nicola Gardini.


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Nicola Gardini è fellow del Keble College dell’Università di Oxford, dove insegna Letteratura italiana e comparata. All’insegnamento affianca un’intensa attività di critico, classicista, poeta, saggista, narratore, traduttore, pittore. Con il romanzo Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli, 2012) ha vinto il Premio Viareggio-Rèpaci 2012. Fra le sue raccolte di poesie: Tradurre è un bacio (Landolfi, 2015); Il tempo è mezza mela. Poesie per capire il mondo (Salani, 2018). Ha curato le edizioni di scrittori classici e moderni tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson. Ha tra l’altro pubblicato: Rinascimento (2010); Per una biblioteca indispensabile (2011); Lacuna. Saggio sul non detto (2014) per Einaudi; Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile (2016, 11 edizioni); Con Ovidio. La felicità di leggere un classico (2017); Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo (2018); Rinascere. Storia  e maestri di un'idea italiana (2019) per Garzanti.

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