Beni comuni: "la ragionevole follia"

Stefano Rodotà

Beni comuni: "la ragionevole follia"

venerdì 23 maggio 2014, ore 17.30
piazza del Duomo
 - ingresso gratuito

Perché la “ragionevole follia dei beni comuni” si è diffusa nel mondo, ha ispirato molteplici azioni sociali, ha rimesso in discussione categorie politiche e giuridiche consolidate? Si è progressivamente diffusa la consapevolezza della necessità di andare oltre lo schema della proprietà, privata o pubblica che sia, oltre il mercato e lo Stato, creando condizioni nuove perché le persone possano avere accesso a determinati beni, quelli indispensabili per rendere concreti i loro diritti. L’acqua e la conoscenza sono esempi chiari di questo modo di guardare alla realtà, che implica anche una partecipazione degli interessati alla loro definizione e gestione. Viene così definito, in generale, un nuovo rapporto tra mondo delle persone e mondo dei beni.

Stefano Rodotà è professore emerito di Diritto civile all’Università di Roma. È stato presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali. È stato uno degli autori della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Ha presieduto il gruppo dei Garanti europei per la privacy ed è membro dello European group on ethics in science and new technologies e del Legal advisory board for market information della Commissione Europea. Editorialista di la Repubblica, fra l'altro ha pubblicato: Il terribile diritto (1990, 2013), Tecnologie e diritti (1995) per il Mulino; Libertà e diritti in Italia (Donzelli, 1997); La vita e le regole (Feltrinelli, 2006); Repertorio di fine secolo (1999), Tecnopolitica (2004), Intervista su privacy e libertà (2005), Perché laico (2009), Elogio del moralismo (2011), Il diritto di avere diritti (2012), Iperdemocrazia (2013), Il mondo nella rete. Quali i diritti, quali i vincoli (2014) per Laterza.

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