Resti di umanità. Dai cimiteri ai musei (e ritorno)

17 Adriano Favole

Resti di umanità. Dai cimiteri ai musei (e ritorno)

€ 3.00
Domenica 29 Maggio 2011 16.00
Sala Maggiore Palazzo Comunale 2

Che ne è del corpo dopo la morte? Perché gli interventi culturali sul corpo proseguono ben oltre la morte biologica? La cura immediata del cadavere, la scelta del suo destino (inumazione, cremazione ecc.), il recupero e la venerazione di alcuni resti (le reliquie cristiane per esempio) testimoniano che il corpo è oggetto di attenzioni sociali e rituali anche dopo la morte. E dunque come si giustifica il collezionismo di crani, scheletri e altre parti del corpo conservate ed esposte in musei etnografici, anatomici e di storia naturale? Le richieste di restituzione di questi resti da parte dei popoli nativi ci pongono la domanda: a chi appartengono i corpi dei morti? Alle comunità scientifiche, a quelle religiose, o sono resti privati, dei discendenti? Ossa o reliquie? Materiale di studio o antenati? Un percorso antropologico sul ruolo che hanno assunto in epoche e culture diverse i “resti di umanità”.


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Adriano Favole è Vice Direttore per la Ricerca presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società e insegna Antropologia culturale e Cultura e potere all’Università di Torino. 
Ha insegnato presso le Università di Milano, Genova e Bologna e in Nuova Caledonia.

 Ha viaggiato e compiuto ricerche a Futuna (Polinesia occidentale), in Nuova Caledonia, a Vanuatu, in Australia e a La Rèunion (Oceano indiano). I suoi ambiti di ricerca principali sono l’antropologia politica, l’antropologia del corpo e l’antropologia del patrimonio. Collabora con La lettura del Corriere della Sera. È autore di: La palma del potere (Il Segnalibro, 2000); Isole nella corrente (La ricerca folklorica, Grafo, 2007); Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte (2003); Oceania. Isole di creatività culturale (2010), La bussola dell’antropologo (2015) per Editori Laterza.

 

 

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