Verità e riconciliazione

venerdì 28 maggio 2010, ore 21.30
teatro Manzoni - Corso Gramsci, 107
Moni Ovadia

Il presidente Nelson Mandela dovrebbe ricevere il titolo di più grande statista del Novecento per avere intuito che l’etica deve diventare politica al fine di dare alla società umana un futuro di pace e di giustizia. Il racconto teatrale di come l’orizzonte illuminato da Mandela chiami ogni gente a percorrere questo cammino, riattraversando i crimini e le violenze del Novecento per superarle nel riconoscimento che istituisce la responsabilità. E tocca a tutti, anche a coloro che hanno avuto il doppio destino di vittime e carnefici. Un viaggio di letture, frammenti poetici, musica e canto per tracciare una mappa degli orrori, riconosciuti o nascosti, guidati dall’idea che l’assunzione di responsabilità accenda il faro della speranza. La colonna sonora del viaggio è la musica del popolo Rom che ancora subisce ininterrotte brutalità e non ottiene riconoscimento delle sofferenze inflitte da carnefici grandi e piccoli.

Moni Ovadia nato in Bulgaria, ha studiato a Milano dove inizia la sua attività come cantante e musicista; nel 1984 esordisce in teatro tra l’altro con T. Kantor, F. Parenti, G. Marini, Dal 2004 al 2008 è stato direttore del Mittelfest. Da sempre impegnato per la pace e i diritti dell’uomo, ha pubblicato: L’ebreo che ride. L’umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle (1998); Ballata di fine millennio (2000); Contro l’idolatria (2005); Oylem Goylem (2005); Lavoratori di tutto il mondo ridete (2007); Vai a te stesso (2008); L’ebreo che ride (2008); Il conto dell’ultima cena (2010) tutti per Einaudi e Perchè no? L’ebreo corrosivo (Bompiani, 2006). Il suo teatro musicale ispirato alla cultura yiddish, che ha contribuito a fare conoscere e di cui ha dato una lettura contemporanea, è unico nel suo genere in Italia ed in Europa.

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